IC IL GUERCINO

INTERVISTA ALLA NOSTRA DIRIGENTE

 
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Ds dell’Istituto Comprensivo Il Guercino di Cento (FE)

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Laureata in Lingue e in Pedagogia all’interno della scuola ha sempre avuto incarichi relativi all’organizzazione. Ha fatto la gavetta in Veneto prima di entrare di ruolo nella sua provincia di residenza e si avvicinata al ruolo della “dirigenza scolastica” quando ha ricoperto il ruolo di vice preside nell’Istituto del comune di Sant’Agostino. Ha anche conseguito un Master in Leadership e Management scolastico.

 

La Dirigente descrive con passione la sua carriera nel ruolo: “Ho vinto un concorso ordinario ed ho iniziato la mia “carriera” da dirigente nel 2012. Al momento di scegliere la sede, ero molto incerta. Non più giovanissima, non avevo mai lavorato a Cento, mio paese di nascita. Ho colto l’occasione, pur tra mille incertezze, pensando di potere fare qualcosa per la comunità. Iniziavo a settembre, dopo i terremoti del 2012. Avevo lasciato la mia scuola da insegnante distrutta, ma anche a Cento la situazione non era semplice. In più, nel territorio comunale, iniziavano il loro percorso 4 Istituti Comprensivi. Ho scelto l’Istituto Comprensivo n. 1. Non è stato semplice iniziare la storia di un comprensivo in una situazione post sismica, con genitori disorientati, paure, docenti che si trovavano a lavorare non più divisi per gradi (infanzia con infanzia, primaria con primaria, secondaria con secondaria) ma in “verticale”. Ci siamo rimboccati le maniche, siamo partiti dal curricolo, dal lavoro per commissioni “verticali” per conoscerci. Credo che abbiamo costruito una bella realtà. Avviamo modificativo il nome, oggi Istituto Comprensivo “Il Guercino”, proprio per evidenziare il legame con il territorio e la nostra storia, le nostre radici”.


Il racconto di Anna Tassinari è interessante e vale la pena ascoltarlo tutto: “Dal 2012 ad oggi, sono titolare nella medesima scuola, in più sono stata reggente in diverse scuole per circa 7 anni. Ho sempre cercato, pur entrando in punta di piedi in altre realtà, di trasmettere quanto imparato nel corso degli anni. Per due volte nel mio percorso, ho vissuto la costruzione di Istituti Comprensivi. Essendo da tanti anni nella stessa scuola, direi che la storia della scuola, che è poi la storia del territorio, rispecchia la storia di tutti noi: terremoto, ricostruzione, ripresa, pandemia, guerra. Sono stati anni difficili in cui la scuola è stata un po’ il faro delle famiglie.


Nella mia scuola ci sono più di 1100 alunni, sono rappresentate diverse nazionalità, il tasso di immigrazione, interna ed esterna è alto. È una scuola che accoglie. Anni fa abbiamo avuto la visita degli ispettori per una verifica della qualità della scuola: per noi è stata una grande soddisfazione avere l’eccellenza per integrazione, intesa come attenzione per tutti gli alunni, da coloro che per famiglia e doti innate hanno più possibilità, a coloro che hanno diagnosi funzionale, a coloro che vivono situazioni di disagio e a coloro che provengono da paesi diversi. È stata apprezzata la nostra capacità di attenzione e programmazione per ognuno. Oggi stiamo sperimentando l’accoglienza dei profughi ucraini e credo che siamo procedendo, non senza difficoltà, ma in maniera dignitosa in quanto preparati all’accoglienza che da sempre ‘pratichiamo’ con chi proviene da zone di guerra o da zone povere”. 


La Dirigente Tassinari parla dei punti di forza del suo Istituto: “Sono l’ascolto, uno staff che perdura nel tempo, che ha una visione d’insieme in termini di dialogo. È importante costruire il percorso educativo insieme, scuola e famiglia guardando sulla stessa direzione. Essendo un istituto comprensivo, il fine ultimo è la costruzione del cittadino, insegnare/imparare a stare al mondo. Può sembrare una banalità, in realtà in questa banalità è racchiuso tanto, il senso della scuola: dare ad ognuno le stesse possibilità in base alla situazione di partenza che non è la stessa per tutti”.

 

 
 

 

Inoltre ammette che ci sono delle criticità: “Riguardano l’edilizia. Le nostre scuole sono le scuole storiche del territorio, quelle che hanno retto nel terremoto per cui sono rimaste com’erano mentre attorno si sono moltiplicate nuove scuole. Non c’è stata una pianificazione che abbia tenuto conto anche di una territorialità in base alla densità della popolazione. Ma non sono gli edifici che fanno le scuole, bensì la gente che vi lavora dentro”. I rapporti con le Istituzioni sono buoni, tuttavia la Dirigente ci tiene a sottolineare che “in un comune che non è una città metropolitana dove ci sono 4 istituti comprensivi e varie scuole paritarie e private non è facile mantenere gli equilibri. A volte si confondono le competenze, comuni, stato, scuole. La legislazione italiana è molto complessa”.


Quindi si passa a descrivere le iniziative che hanno coinvolto la scuola. “Nei due anni di covid, questa scuola ha mantenuto vita e progettualità – spiega Anna Tassinari -. Si è inventata, come tutte le scuole, la didattica a distanza, ma ha combattuto per ripristinare la presenza. Una caratteristica che ci distingue è forse l’attenzione all’arte, intesa come musica, teatro e arte pittorica. Tutti gli anni presentiamo laboratori di teatro per guidare i ragazzi, soprattutto della secondaria, all’esternazioni delle emozioni e la musica è valorizzata anche con l’apporto di scuole di musica del territorio. Quest’anno abbiamo costruito una nostra orchestra, grazie alla presenza di vari docenti di musica, impiegati come docenti di sostegno. Valorizziamo le lingue con la presenza dei madrelingua, inglese, francese e spagnolo. Abbiamo una collaborazione con Confindustria, in definitiva, proponiamo tanto”.


C’è anche spazio per parlare dell’insegnamento dell’Educazione civica: “Si tratta di una materia trasversale – spiega la Dirigente Tassinari -. Prima ancora che venisse ripristinata avevamo introdotto Cittadinanza e Costituzione le cui attività sono convolate in educazione civica che comprende moltissime attività. Le nostre classi seconde hanno appena vinto il primo premio a livello nazionale di un concorso sulle energie rinnovabili. Collaboriamo con il Comune di Cento per la realizzazione di un progetto in cui la scuola incontra la città: le persone (il sindaco, gli assessori), gli uffici e le associazioni di cui il territorio è ricco”.


La Dirigente Anna Tassinari conclude questa intervista con una riflessione: “Ho dato una interpretazione del mio ruolo di dirigente particolare; sono arrivata in questo territorio in situazione post sismica: i genitori me lo ricordano spesso, è anche questo il bello di un comprensivo: “Preside, ci siamo incontrati dopo il terremoto, abbiamo vissuto la pandemia e adesso c’è questa incertezza”. Vi traghetterò anche oltre questo brutto periodo, guidando la formazione di piccoli cittadini che saranno sicuramente attivi nella formazione di un domani migliore per tutti”.

L’articolo originale su:

WWW.ILPUNTOQUOTIDIANO.BLOG/ANNA-TASSINARI

Eccellenze Nazionali della Scuola Italiana

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